Santiago del Cile, dai campi ai grattaceli. Agosto 2016

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Come promesso siamo di nuovo con voi, il racconto si era interrotto con l’arrivo a Santiago del Cile, ed è da lì che lo faremo riprendere. 

Costanara Center…Data l’instabilità del tendine, l’incessante pioggia e l’interminabile inverno che ormai ci stavamo portando dietro da 7 mesi, quando abbiamo salutato l’Italia, abbiamo preso la decisione di fare i due tratti successivi in autobus. E’ così che quasi per magia ci svegliamo dopo 9 ore di viaggio e quasi 800km nella capitale del Cile: abituati a vivere sulla nostra pelle ogni chilometro del viaggio, i minimi cambiamenti del paesaggio, del clima, della vegetazione e della cltura, non è stato facilissimo passare in poche ore da un paesino di 2000 anime nel mezzo del verde e abitato principalmente da un popolo originario, a una delle più grandi metropoli del mondo, nella quale ti sembra di cambiare di città in città man mano che ti sposti da un quartiere all’altro in metropolitana. Enormi grattacieli, in particolare il “Costanera Centre”, un edificio di 300mt: il più alto del Latino America ed il secondo dell’emisfero australe.

A Santiago ci ospitano Livio e sua figlia Mary, ci lasciamo così incantare dalle storie di un immigrante veneto arrivato qui  50 anni fa come operaio all’interno di un’impresa mineraria e che negli anni si è potuto costruire qui il suo mondo.

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Siamo enormemente fortunati di poter soggiornare in centro, con 42 km di piste ciclabili ed il Cerro Cristobal dietro casa, così ci prendiamo una domenica mattina per pedalare nella stare chiuse della città e Angela si ritaglia uno spazio nell’ingresso di casa per allestire il suo mercatino di “artesania de niñas”.

Ci è sembrato strano parlare in dialetto con lui e poter rimangiare dell’ottimo grana italiano e bere un buon caffè di moka, piaceri di gola ormai lontani nei nostri ricordi. La sua officina meccanica diventa per un giorno il nostro laboratorio, dove rimettiamo in sesto anche le biciclette facendo degli accorgimenti che il tempo ha reso necessari. 

Livio nonostante i suoi quasi 80 anni, è tutt’ora un gran lavoratore con la passione per i cavalli da corsa, un ambiente che ancora non conoscevamo: Santiago_cavalli
il suo cavallo Warrior ha fatto la storia dell’ippica cilena ed orgoglioso della sua scuderia ci invita a passare un paio di giorni nella sua casa di campagna nella quale cerchiamo di renderci utili nei lavori del campo, per quel che ci permette di fare. 

Ripercorrendo la zona centrale del Cile non abbiano potuto non notare le grandi distese di frutteti e le coltivazioni tutt’altro che bio, grandi cartelloni di industrie agro-chimiche e campi mortificati da erbicidi, inseriti in un ambiente nel quale la vegetazione crescerebbe rigogliosa. 

Chimbarongo

Con nostra grande sorpresa ed emozione Alice, sorella di Alberta, riesce a prendere un volo per venirci a trovare a Santiago. Da 9 mesi ormai sta vivendo ad Ica, nella costa sud del Perù e lavora per il servizio civile internazionale ad un progetto di gestione condivisa delle risorse idriche. Lì, ci racconta, l’acqua scarseggia e le poche risorse idriche vengono utilizzate in agricoltura, al punto che in alcuni quartieri della città l’acqua corrente è disponibile sono due ore alla settimana! 

Alice arriverà proprio la notte del nostro 10 anniversario, una tappa importante nelle nostre giovani vite e trascorrerà con noi qualche breve ma intenso momento.

Ogni volta che la “casa” si avvicina a noi, il distacco è un tuffo al cuore. 

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Approfittiamo del soggiorno nella Capitale per andare a visitare anche qualche azienda interessante per il nostro progetto. Seba già durante i mesi trascorsi in Expo, facendosi forte della sua storica passione per la musica reggae, aveva preso contatto con l’azienda giamaicana Marley Coffee. Si tratta di un’interessante realtà gestita da Rohan Marley, uno dei figli del famoso cantante Bob Marley, l’unico dei quali ha deciso dedicarsi alla produzione agricola, come avrebbe voluto fare il padre una volta terminata la carriera di cantante, sogno che non ha potuto avverare data la sua morte prematura.Marley CoffeeMarley Coffee si occupa della produzione di caffè biologico e con certificazione del commercio equo nelle meravigliose Blue Mountains giamaicane ed in Etiopia, oltre ad avere alcuni produttori in Colombia e Nicaragua. La nostra visita presso la sede cilena è principale di cortesia, dato che nel Pese non esistono zone di produzione del caffè ed il lavoro si incentra principiante nella distribuzione del prodotto finito e nella commercializzazione del marchio. WFTO_2

Molti mesi prima invece, lungo la magica Carretera Austral, avevamo incontrato Sebastian, un giovane cileno di Santiago che attirato dalle biciclette, ma anche dai loghi di Fairtade ci si è avvicinato e ci ha messi in contatto con EmpreDiem, un’organizzazione di tipo B che si occupa della promozione del lavoro protetto e giustamente retribuito in Cile, Argentina e Messico. Sarà proprio Alvaro, il presidente dell’organizzazione, ad invitarci a partecipare all’incontro del WFTO, l’organizzazione mondiale del commercio equo e solidale, riguardante il tema delle città ed università per il commercio equo.
Ne emerge la necessità di un coinvolgimento istituzionale, i cui enti dovrebbero in primis promuovere e consumare i prodotti provenienti da un commercio che certifichi il rispetto dei diritto dei lavoratori e la protezione ambientale, oltre alla creazione di una rete di produttori.
WFTO principi

In questa direzione va la vincita del progetto cileno per l’utilizzo del padiglione usato nei sei mesi dell’esposizione universale di Milano
Il progetto ne prevede l’installazione nella città di Temuco, la capitale della Regione dell’Araucania e culla della civiltà Mapuche che abbiamo lasciato pochi giorni prima. Verrà inserto in un parco ed i suoi spazzi verrano occupati per allestire un mercato di prodotti a km O, così come artigianato locale ed un ristorante di gastronomia tipica

Ad accoglieci festosa alla conferenza c’è Marcela, artigiana e fondatrice di Calypso Cile, lei è parte di WFTO ed organizzatrice dell’evento.

Mi rituffa al passato, quando in Bottega vendevo i suo prodotti artigianali in vetro. E’ molto emozionante per me poter essere qui con lei e vedere il retroscena dell’importante lavoro dei piccoli produttori che dall’Italia sentiamo tanto vicini, quanto lontani. 

Calypso_1

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È piena di energia e l’entusiasmo che ci mette in quello che fa è contagioso. Andiamo a visitare la sua casa-laboratorio, la vetrata in calde tonalità decorata artigianalmente, rende l’ambiente veramente accogliente e familiare. Ci mostra i suoi gioielli ed il processo per recuperare il vetro da bottiglie riciclate.

Consociamo anche i suoi quattro figli, uno dei quali sta lavorando con lei ad una nuova linea di bicchieri prodotti recuperando bottiglie usate.

Un progetto importante considerando lo scarso livello di riciclaggio presente nel Paese. Green Glass

Durante il soggiorno approfondiamo anche la cruda storia recente di Santiago, l’epoca di Salvador Allende e della dittatura di Pinochet, attraverso le testimonianze di persone che hanno vissuto questo periodo di tensione sulla propria pelle e visitando il Museo della Memoria e dei Diritti Umani, recentemente istituito. 

Santiago_museo memoria e diritti umaniSantiago_storia

Vediamo in anteprima il film su Pablo Neruda e sulla sua fuga verso l’Europa in cerca di asilo politico e casualmente scopriamo una via della città dedicata ad Antonio Bellet, un ingeniere italiano forse originario della nostra piccola Revine Lago (TV), il cui figlio Ferdinando, poeta e amico di Neruda, sembra che lo avesse aiutato nella stessa fuga della quale avevamo visto il film la sera precedente. Che sia un antico parente di Seba? Santiago_Bellet

Con questo stuzzicante dubbio arriverà anche il momento di lasciare Santiago, salutando con affetto Livio, Mary, Jessica e tutta la famiglia, che con tanto affetto ci hanno accolti in questo meraviglioso Cile, dal quale ce ne andiamo con la promessa di tornare un giorno. 

Seba e LivioSantiago_saluti

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